Hermann Hesse


Canzone di viaggio
Sole illumina il mio cuore,
vento disperdi le mie pene e i miei lamenti!
Piacere più profondo non conosco sulla terra
se non di andare lontano.

Per la pianura seguo il mio corso,
il sole deve ardermi, il mare rinfrescarmi
per condividere la vita della nostra terra
dischiudo festoso i miei sensi.

E così ogni nuovo giorno mi deve
nuovi amici, nuovi fratelli indicare,
finchè lieto posso tutte le forze celebrare,
e di ogni stella diventare ospite e amico.


angelo


Sera sul Mar Rosso
Dai deserti ardenti
avanza fluttuando un vento venefico,
cupo attende il mare appena mosso,
centinaia di gabbiani inquieti sono
per il bollente inferno nostri compagni.
Fulmini squarciano impotenti dell'orizzonte il limite,
della pioggia non conosce il beneficio questa terra maledetta.

Lassù però netta e serena si trova
sola una quieta nuvola;
l'ha posta per noi Dio,
Perchè più a lungo non fossimo afflitti
e soli in questo mondo.

Mai dimenticherò quel nulla sconfinato
e questo inferno opprimente
che trovai nel luogo più caldo della terra;
ma che lassù la nuvoletta sorridente stesse,
mi sarà di conforto per l'opprimente calura,
che sento avvicinarsi nel meriggio della mia vita.


angelo


Di fronte all'Africa
Aver casa e' un bene
dolce il sonno sotto il proprio tetto
figli, giardino e cane.
Ma certo appena ti sei riposato dall'ultimo viaggio
la lontananza t'insegue con nuove lusinghe.
Meglio e' patire di nostalgia di casa
e sotto le alte stelle, solo,
riposare con la propria melanconia.
Avere e riposare puo' soltanto,
chi ha il cuore tranquillo,
mentre il viandante sopporta fatiche e difficolta'
con sempre delusa speranza.
In vero piu' lieve e' il tormento di andare,
piu' lieve che trovar pace nelle valli di casa,
dove tra le gioie e le solite cure
solo il saggio sa costruire la propria felicita'.
Per me e' meglio cercare e mai trovare
che legarmi, caldo e stretto a quanto mi e' accanto,
perche' anche nel bene, su questa terra
sono solo ospite, mai cittadino.



angelo




H e s s e P a g i n a 2 ------>



F. Garcia Lorca Pablo Neruda Nazim Hikmet Jacques Prevert






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