| biografie |
| MICHELANGELO MERISI DETTO IL CARAVAGGIO (Caravaggio, Bergamo, 1573 - Porto Ercole, Grosseto, 1610) |
|
La
vita Se
l'ultimo periodo della vita di Caravaggio è conosciuto, poco si sa
degli anni della formazione. Nato a Caravaggio, appartiene a una
famiglia stimata e abbastanza agiata: suo padre è architetto e
intendente del marchese di Caravaggio. La sua vocazione deve essersi
manifestata molto presto, poiché già nel 1584 entra come allievo nella
bottega del pittore bergamasco Simone Peterzano, allievo di Tiziano.
Dodici anni dopo ripara a Roma, dove lavora presso Giuseppe Cesari (il
cavalier d'Arpino [1568-1610]), pittore specializzato nelle composizioni
di fiori e frutta, nonché pittore di temi religiosi. Si avvale di
alcuni protettori, come per esempio il cardinale Del Monte, che lo
alloggia nel suo palazzo e gli commissiona nature morte. Ma gli episodi
della vita dell'artista durante questi primi anni romani rimangono
oscuri. Nel 1597 gli viene chiesto di dipingere alcune tele per la
cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi (Vocazione e martirio di San Matteo, San Matteo e l'angelo) che lo
rendono celebre e contestato. Di quest'ultima opera dovrà fornire una
nuova versione, poiché era stata giudicata volgarmente irriverente. Da
allora e fino al 1606, la storia di Caravaggio è costellata da vari
avvenimenti che si sovrappongono. Da un lato realizza numerose opere di
notevole importanza che sottolineano la fecondità e la potenza
creativa: tra il 1600 e il 1601 Caravaggio dipinge la Crocifissione
di San Pietro e la Conversione
di San Paolo (Santa Maria del Popolo, Roma); nel 1604 la Madonna
dei pellegrini o di Loreto (Sant'Agostino, Roma); nel 1605, la Morte
della Vergine (museo del Louvre, Parigi), rifiutata dai
religiosi di Santa Maria della Scala e acquistata invece dal duca di
Mantova, su consiglio del giovane Rubens.
Sin dal 1604, nel Libro della
pittura, Karel Van Mander include Caravaggio tra i pittori celebri.
Ma nello stesso tempo, a partire dal 1603, si succedono senza
interruzione denunce alla polizia, risse, processi: nel 1605 Caravaggio
si rifugia a Genova, dopo aver ferito un cancelliere in tribunale. Nel
maggio del 1606, un duello si conclude tragicamente: l’artista,
ferito, uccide il suo avversario ed è costretto a fuggire, prima a
Palestrina e poi nell’Italia meridionale. Comincia allora una vita da
fuggiasco, in cui si alternano successi e sventure. Nel 1607 si reca a
Napoli dove esegue per chiese e conventi alcuni capolavori: la Flagellazione
di Cristo (San Domenico Maggiore, Napoli), le Sette opere di misericordia. A Malta, ove giunge all'inizio del
I608, il ritratto del gran maestro Alof de Wignacourt (Louare) gli vale
altre ordinazioni, in particolare il grande «notturno» della Decollazione di san Giovanni Battista (duomo di La Valletta).
Caravaggio è accolto nell'ordine dei Cavalieri, ma notizie provenienti
da Roma. riguardanti i motivi del suo esilio, provocano un'inchiesta e
quindi la fuga del pittore... In autunno si reca in Sicilia. dove,
spostandosi da una città all’altra lascia numerosi esempi del suo
genio: il Seppellimento di Santa Lucia, eseguito a Siracusa per
l’omonima chiesa; la Resurrezione
di Lazzaro e l’Adorazione
dei pastori oggi esposte al museo di Messina; una Natività (oratorio di San Lorenzo a Palermo). Ritornato a
Napoli nell’ottobre del 1609, è aggredito e gravemente ferito. Nel
contempo i suoi protettori romani si adoperano per ottenergli la grazia.
Ancora convalescente si imbarca nel luglio del 1610 per lo Stato
pontificio. Arrestato per errore alla frontiera di Porto Ercole e
liberato due giorni dopo, vaga lungo le spiagge alla vana ricerca della
barca che lo aveva trasportato lì. Colpito dalla febbre, si spegne in
una locanda, in solitudine, qualche giorno prima che fosse annunciata
l’approvazione della domanda di grazia. L'opera Recentemente,
l'evoluzione della carriera clamorosa e tormentata del pittore è stata
definita con maggior precisione. Le grandi opere romane si inquadrano
tra il periodo giovanile, ricco e contrastato, e il periodo del profondo
rinnovamento artistico, interrotto dalla sua morte improvvisa. Il primo
periodo romano è dominato dall'influenza del realismo popolare e dal
luminismo lombardo-veneto della seconda metà del XVI secolo (Peterzano,
i Campi, Lattanzio, Gambara, ecc.) Caravaggio dimostra la padronanza
perfetta della tecnica realista. Giovanni Pietro Bellori ha scritto: «Per
lui non vi è nulla di meglio che seguire la natura: non vi è tratto
che non sia eseguito direttamente secondo un modello vivente».
Nature morte di fiori e frutta, pittura di genere (suonatori di liuto,
indovine, musicisti, bevitori e bari e quel Bacco
sensuale e melodico esposto agli Uffizi), soggetti sacri su sfondi
paesaggistici (Riposo nella
fuga in Egitto, esposto a Roma nella galleria Doria Pamphili),
pongono in evidenza la genialità dell'artista, la cui ambizione non
supera però il «ritratto» di personaggi. A partire dalle opere
realizzate per San Luigi dei Francesi, si rivelano intendimenti più
elevati, con la creazione di un nuovo stile. La composizione semplice e
potente, la volgarità grandiosa degli atteggiamenti e dell'espressione,
l'ardita interpretazione realistica degli episodi religiosi (il corpo
gonfio di Maria, simile a quello di un corpo annegato, rappresentato
nell'opera la Morte della
Vergine, i piedi sporchi dei pellegrini, in primo piano nel
dipinto la Madonna di Loreto),
l'incisività dell'illuminazione artificiale, che sottolinea
violentemente i rilievi, i colori vivaci (i rossi) sugli sfondi scuri,
sono i mezzi tecnici caratteristici dell'arte caravaggesca, che
affermano il genio innovatore di un artista pienamente cosciente delle
proprie possibilità. Ma la pittura degli anni successivi si fa sempre
più incerta, sfuggente, misteriosa: il fremito della luce, proveniente
da fonti moltiplicate, la disposizione dei personaggi, il vuoto
inquietante dei grandi spazi pieni d'ombre (Decollazione di san Giovanni Battista) creano un'atmosfera
poetica e quasi fantastica, nuova e ossessiva. Se Caravaggio fosse
vissuto più a lungo, sarebbe divenuto un altro Rembrandt? Sembra che
l'interpretazione di Caravaggio e della sua collocazione storica abbiano
compiuto sensibili progressi. Parlare di realismo
e di tenebrismo non è più sufficiente per definire questo grande e
geniale pittore. Infatti i brani di vita popolare e gli effetti dei suoi
«notturni» sono caratteristici di tutta la pittura della fine del XVI
secolo, e in particolare dell’Italia del Nord, nell'opera di artisti
di primo piano quali Bassano e perfino Tintoretto.
L'originalità di Caravaggio consiste nell'uso della luce per affermare
la pienezza delle forme e dei volumi, ma anche per drammatizzare i
personaggi più umili. Soprattutto questo aspetto eroico ha colpito
l'attenzione degli storici dell'arte contemporanei: quest'arte plastica,
espressiva, diretta, che esprime un sentimento semplice e profondo della
vita umana, rispondente alle aspirazioni della Controriforma. Tale arte
non è necessariamente iconoclastica: l'influenza di Michelangelo
è spesso percettibile nella pittura del suo giovane omonimo. E la
reazione umanista dei Carracci
contro gli artifici del manierismo è più affine, che non contraria, al
caravaggismo. La
fortuna L'enorme
successo ottenuto da questa pittura dimostra che corrispondeva alle
esigenze e agli ideali del tempo. Il caravaggismo si manifesta come un
fenomeno internazionale fin dal suo primo apparire, e si diffonde in
tutta Europa grazie agli artisti girovaghi che transitano da Roma.
Questa corrente artistica annovera in Italia diverse personalità, tra
le quali vanno ricordate, tra il 1600 e il 1610, le figure di Bartolomeo
Manfredi (1580 ca - 1624), Carlo Saraceni (1585 ca - 1620), Giovanni
Battista Caracciolo (1570 ca - 1637) che contribuisce a diffondere il
nuovo stile a Napoli, Orazio Borgianni (1578 - 1616) che lo introduce in
Spagna. Seguaci del caravaggismo saranno anche artisti olandesi e
fiamminghi come Karel Van Mander (1548 - 1606) e alcuni pittori
francesi, come Jean De Boullongne, detto Valentin. Con la successiva
generazione e durante i primi due terzi del secolo, cioè attorno al
1630, il caravaggismo si diffonde in tutta Europa; ma anche i pittori
che, come i fratelli Carducho (di origine italiana), a causa della loro
formazione accademica, considerano questa corrente pittorica come
l’opera dell’anticristo della pittura, devono pur riconoscere il
valore universale del suo insegnamento. La
scuola pittorica ispano-italiana di Napoli, guidata da Ribera, la scuola
di Siviglia con Zurbarán, quella della Linguadoca di Tolosa
rappresentata da Nicolas Tournier (prima del 1600 - dopo il 1660), la
scuola della Lorena con Georges de La Tour, il gruppo olandese di
Utrecht con Gerard Van Honthorst (1590 - 1656) ed Hendrik Terbrugghen
(1588 - 1629) sono i maggiori interpreti del caravaggismo: poche
rivoluzioni pittoriche hanno avuto una tanto grande risonanza. |
|
»»» home ««« |