SANT'ANATALONE, PRIMO VESCOVO DI MILANO - Anatalo, Anatolo, Anatolio. Il primo sito web dedicato a S. Anatalone

 

 

 

SANT'ANATALONE

(anche Anatelon, Anatalo, Anatolo, Anatolio, Anatalofle, Anatelofl, Anatolofle)

 

 

LA TRADIZIONE

 

Secondo una tradizione che aveva corso alla fine dell' VIII secolo, quando fu registrata da Paolo Diacono nelle "Gesta episcoporum Mettensium", S.Anatalone era discepolo di Pietro e venne da lui inviato a Milano; per il Martirologio Romano ed i cataloghi più antichi era invece il successore di S.Barnaba. La tradizione considera S.Barnaba (compagno di S.Paolo) come il primo evangelizzatore di Milano, nell'anno 46 (oppure 52); dopo sette anni, egli avrebbe lasciato la carica di vescovo ad Anatalone. Secondo l'autore anonimo della "Datiana historia ecclesiae mediolanensis" (XI secolo), un certo "Anatelon" fu vescovo di Milano e Brescia dal 50 al 63. In realtà, la cronologia presente in queste tradizioni venne formulata probabilmente nell'XI secolo: i milanesi, in polemica con Roma a causa dell'eresia dei Patarini (che a Milano ebbero una delle loro roccaforti) o forse a causa della riforma imposta dal papa Gregorio VII, avrebbero retrodatato la storia della loro diocesi, stabilendo una pari anzianità con la Chiesa romana per sottrarsi implicitamente alla sua soggezione. Per gli storici, inoltre, Barnaba non fu mai a Milano e venne martirizzato in Oriente. 

Secondo la leggenda, Anatalone costruì una chiesa cristiana - dedicandola al Salvatore - su un tempio di Mercurio o Apollo, nel luogo dove adesso sorge la chiesa di S.Giorgio al Palazzo (in via Torino).

Sempre secondo la tradizione, nel 61 divenne vescovo S.Caio (alcuni tralasciano il nome di Anatalone e considerano Caio il primo vescovo della città), il cui culto è ben attestato a Milano e da vecchia data: il Martirologio Romano indica che egli fu discepolo di Barnaba ed avrebbe sofferto sotto la persecuzione di Nerone (in realtà limitata alla sola Roma), ma non ne sarebbe morto. Si dice inoltre che il suo episcopato durò ventiquattro anni (fino all'85) e che egli avrebbe anche battezzato il martire Vitale (figura di dubbia esistenza), nonché i suoi due figli, Gervaso e Protaso.

Nella "Storia dell'Ingaunia" del canonico Navone, si può leggere un'altra versione della vicenda di Anatalone e Caio, secondo la quale Barnaba, accompagnato da Caio, predicò il vangelo anche a Genova e nella riviera di Ponente. Anatalone fu poi destinato a reggere le due Chiese d'Albenga e di Milano; allora Pietro gli inviò per coadiutore Caio, che gli successe nell'anno 65.

 

 

 

LA STORIA

 

Considerando che il sesto vescovo di Milano, Mirocle, fu presente ai Concili di Roma (313) e Arles (314), si può ipotizzare che Anatalone fu vescovo alla fine del II secolo, nell'epoca in cui la città divenne, da semplice municipio, colonia imperiale. Alcuni storici collocano nel III secolo gli episcopati del vescovo Anatalone e del suo successore Caio (secondo i calcoli di Felice Savio, Anatalone fu vescovo a Milano fra il 256 e il 259).

L'analisi dei nomi di alcuni tra i primi vescovi di Milano (Anatalone, Calimero, Mona, Mirocle) e le più antiche iscrizioni tombali riguardanti sacerdoti milanesi indicano chiaramente la penetrazione del cristianesimo dall'Oriente a Milano, lungo le vie percorse dai mercanti e dall'esercito.

Nel Martirologio Romano si legge che Anatalone morì a Brescia; tuttavia, il suo nome non si trova nelle liste più antiche dei vescovi di tale città e solo nel secolo XI si iniziò a considerare il primo vescovo di Brescia, S.Clateo, come successore di Anatalone. Alcune reliquie di Anatalone (forse solo pezze di lino venute in contatto col suo corpo) furono, probabilmente nel V secolo, portate nella cappella milanese intitolata "ad Concilia Sanctorum" (nel 400 a Brescia era stata consacrata una basilica con lo stesso titolo), della quale si parla nel "De situ civitatis Mediolani" (opera che il Birago fa risalire al VI secolo e il Muratori al X). L'autore del "De situ" ignora il luogo di sepoltura di Anatalone e aggiunge che la sua "depositio" veniva celebrata nella suddetta basilica "ad Concilia Sanctorum". Nella "Datiana historia" (XI sec.) non è indicato il luogo di sepoltura e si afferma che l'anniversario della "depositio" era celebrato nella basilica milanese di S.Babila. Nel "Beroldo Nuovo", calendario liturgico milanese del 1263, si aggiunge che Anatalone venne sepolto a Brescia nella chiesa di S.Floriano. Nel 1472 alcune reliquie vennero effettivamente ritrovate in quella chiesa e solennemente traslate nella Cattedrale di Brescia, dove attualmente sono venerate.

Il Martirologio Romano indica il 24 settembre come giorno della morte di Anatalone. Nel 1490 la festa del santo fu trasferita al giorno successivo (in cui si festeggiano anche tutti i primi santi vescovi milanesi), perché il 24 settembre ricorreva a Milano quella di S. Tecla, patrona della cattedrale.

A S.Anatalone è dedicata una via nella zona sud-ovest di Milano. Inoltre, a Carate Brianza (MB), nella piazza della chiesa parrocchiale, si trova una statua del santo, che si innalza alla sommità di una elaborata colonna barocca in pietra molera, retta a sua volta da un basamento granitico; la statua potrebbe risalire all’inizio del Settecento. Occorre infine ricordare che nel terzo ordine del coro ligneo progettato dal Pellegrini all'interno del Duomo di Milano sono rappresentati i vescovi milanesi da S.Anatalone a S.Galdino.

 

 

 

 Sant’Anatalone, primo vescovo di Milano

Morì il 24 settembre

Memoria liturgica: 25 settembre

 


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