
Il Merli fu un noto attore nostrano che
intorno agli anni '70 interpretò una serie di film polizieschi
che all'epoca riscontrarono una buona accoglienza fra il
pubblico. Questi titoli furono considerti dalla critica come
squallidi cloni dei lungometraggi americani, quasi sempre
stroncati attraverso giudizi unilaterali che in sintesi li
etichettavano come "truci e trucidi".
In verità i film che vedono per protagonista Maurizio Merli sono
originali ed incisivi sotto vari aspetti; ad esempio
nell'ambientazione, nell'azzeccata scelta del cast,negli
inseguimenti in auto dalla dinamica se vogliamo intenzionalmente
enfatizzata ma sempre interessanti.
Particolarmente attuale poi, un certo paradosso
"splatter" nelle azioni violente ove le zoomate veloci
con primo piano della vittima cosparsa di sangue al ketchup ne
consentono forse ancora una lettura di circostanza da pagina di
cronaca nera.
Personalissimi sono poi alcuni tratti che gli estimatori di Merli
non tarderanno a riconoscere: tra questi la prontezza d'azione,
lo sguardo deciso, la mancanza di inutili sentimentalismi, la
battaglia contro la burocrazia.
Forzatamente lo si potrebbe accostare a Charles Bronson anche se
rimane senz'altro più emotivo, più "latino", meno
vendicativo. Purtroppo non e' mai stato molto famoso, e questo
rende assai difficoltoso riuscire a trovare informazioni sulla
sua carriera e sulla sua vita.
Maurizio Merli naque a Roma da una famiglia di origine toscana
l'8 febbraio 1940, ed e' morto qualche tempo fa, il 10 marzo
1989, a quasi 49 anni, a causa di un infarto che lo ha colto
durante una partita di tennis. Il nostro amatissimo (e mai
abbastanza compianto) Maurizio Merli, è l' emblema delle forze
del bene ("per me fare il poliziotto é una ragione di
vita", Napoli violenta), l' uomo che sacrifica tutto per il
suo dovere, l' uomo che é una cosa sola col suo dovere, un eroe
autentico, che diventa anti-eroe quando le circostanze sono piu'
grandi di chiunque, e quando l'eroe torna ad essere un uomo,
piccola mosca nelle trame di un ragno gigantesco che manovra l'
esistenza a suo piacimento.
Abile e spregiudicato nella guida, disinvolto nell' uso della
pistola, ma soprattutto delle sue mani, con le quali dispensa
schiaffatoni a non finire. Una componente tipica e, sembra,
peculiare del cinema italiano, pare essere l'uso reiterato delle
botte a mani nude per risolvere i problemi, evidenziato anche in
film meno cruenti quali il filone di Bud Spencer & Terence
Hill, contrapposto alla violenza, vigliacca se vogliamo, delle
armi da fuoco.
La migliore espressione di Merli é infatti questa: quante volte
nell'osservarlo spaccare il grugno ad un ceffo che poco prima ha
stuprato una ragazza tenera e delicata non abbiamo desiderato
essere al suo posto; quante volte non lo abbiamo seguito
inconsciamente caricare il pugno, con la mascella incordata e
colpire ripetutamente con violenza e con gusto direi.
Il suo sguardo perennemente irato, teso, pronto a scattare, la
voglia che trasuda da tutti i suoi pori di mettere le mani sui
malfattori, e noi che speriamo con lui, e non vediamo l' ora che
lo prenda perché noi sappiamo che lo gonfiera' di botte, tanto
piu' quanto maggiore sara' il male che avra' provocato.
Nelle sue migliori interpretazioni Merli é un' autentica
macchina da guerra, l'unico suo sentimento é la rabbia, che non
scaturisce da niente di personale: non é mai successo che lui
dovesse vendicare qualcuno in particolare, o che ci fossero delle
vendette personali.
Lui é la polizia e i malviventi vanno combattuti. Punto.
Niente riesce a distrarlo dal suo compito: Una pietra miliare in
questo contesto é in Roma a mano armata quando Leo non fa una
piega con una splendida Maria Rosaria Omaggio che lo pianta: é
una scena leggendaria!
E' come se nulla esistesse al di fuori della lotta. La sua voce
é forte, determinata, ride il giusto, ma mai con trasporto,
litiga con i capi perché vogliono frenarlo e lui costituisce
gruppi paramilitari; lo sospendono e lui letteralmente impazzisce
a sedere dietro una scrivania, da dove comunque continua a fare
le sue ricerche, fino a quando la sua presenza si rende di nuovo
necessaria.
Affronta i malviventi, anche i piu' pericolosi, guardandoli
dritto negli occhi, cercando la sfida, facendo capire che non ha
paura di nulla. Il suo volto é una maschera di tensione, ma
questa non lo sfigura, anzi lo rende affascinante, tant é che
non ha mai problemi con le donne.
E' in film come Napoli violenta che Merli ci piace
particolarmente: mena come un pazzo, ripetutamente, frantuma
mascelle, insiste ad abbattere il suo pugno contro i poveri
grugni degli scellerati di turno, di continuo, con gusto e voglia
di fare male. Quante volte non lo abbiamo desiderato anche noi di
avere un nemico, di averlo di fronte e di frantumarlo di botte.
Ecco, Maurizio é l' espressione visiva di questo sentimento che
alberga oscuro in (quasi) ognuno di noi.
Non ultimi i boss stessi, uomini d' onore, in fondo apprezzano
quest' uomo cosi' valoroso. Perché il nostro Maurizio interpreta
personaggi tutti di un pezzo, che non tradiscono, da cui non ci
si potrebbe mai aspettare nulla di diverso da quello che essi
esprimono a parole e, soprattutto, nei fatti.
Nei migliori film di Merli lo spettatore é trascinato da una
spirale di violenza e di tensione che inizia con i titoli di
testa e finisce ben oltre i titoli di coda, se si pensa che
sovente l' ultima scena é una scena agghiacciante e le musiche
non fanno nulla per alleggerire la tensione di chi ha assistito
ad un' ora e mezza di botte, stupri, assassinii, inseguimenti,
donne che urlano e pallottole che volano. La guerra continua,
senza sosta, e quando hai finito di vedere un film di Maurizione
non basta e devi vederne per forza un altro.