Il villano: Storia
Il villano (etimologia: dal latino villa -ae, ossia casa di campagna, perciò abitante delle zone rurali), più comunemente detto vilano, rospo, ciospo, verro, grezzo, ciuano, zarro, ciotolo e altre innumerevoli definizioni, trova probabilmente le sue radici a fine anni '70 e primi anni '80. Erano i tempi dell' America Flower-Power, gli Hippie invocavano la pace, i Led Zeppelin facevano sognare la vita senza regole e intanto la Disco-Music dilagava a macchia d'olio e faceva ballare i giovani ispirandosi ai mitici "Greeze" e "La febbre del sabato sera" di un ancora giovane e spumeggiante John Travolta. Da questa generazione Beat si staccò una frangia estremista-Dance che negli anni '80 si presenterà in pubblico in modo a dir poco patetico: trucchi e parrucche erano all'ordine del giorno e ci si divertiva ascoltando obbrobri quali Poison e altri gruppi incredibilmente appariscenti dai quali si raggiungerà l'apice dell'egocentricità: gli Euritmics.
Poi nei primi anni '90 il "movimento" villano passò in ombra grazie ai camicioni fuori dai pantaloni, le Converse e i capelli lunghi di Kurt Cobain. Nella seconda metà degli anni '90 il villano tornava alla riscossa grazie anche a vari personaggi scabrosi: Take That, Backstreet Boys, Five e anche l'inutile gruppo femminile autodefinitosi Spice Girl. Queste boy (o anche girl) band avviarono un (ri)ciclo musicale che probabilmente non avrà mai fine: la fase moderna del 21^secolo di boy band è quella composta da gentaia che, riunendosi in tribù, formano dei "gruppi musicali": Destiny Child, ad esempio. Il più recente esempio di questo movimento musicale sono i Blue, ovvero sia ragazzacci scamiciati e super-abbronzati che sanno quasi cantare (in play-back). Contemporaneamente però dieci anni fa, dalla moda delle boy band, si staccò un ramo musicale ancor più estremista (villanamente parlando) che inizialmente trova terreno fertile nei locali underground, ma che poi verrà allo scoperto soprattutto nelle discoteche ad opera di "ganzissimi" DJ quali Gabry Ponte (che oggi è l'esempio base del villano dei giorni odierni), il tardone Claudio Coccoluto e altri energumeni mentalmente non emancipati.
Ultimamente però il villano o l'apprendista-villano si è dato a musica schifosa (non volevo usare questo termine ma è stato inevitabile). Elenco alcuni esempi: DJ Francesco, Tiziano Ferro, Paolo Meneguzzi fino ad arrivare al modernissimo rap: eminem, 50cent, Usher e via dicendo. Naturalmente è stato impossibile elencarvi tutti gli esponenti "musicali" che oggi il villano ritiene trendy.
Questa è la storia musicale che influenzerà l'evoluzione fisico-psicologica del villano, fino al risultato che vediamo oggi. Ma chi in realtà il villano? Vediamo.
Il villano: generalità
Il villano, esteriormente, è molto simile allo stereotipo sopra esposto (ringraziamo i Punkreas per la figura). Però il villano ha anche una sua interiorità, ed il suo essere villano deriva probabilmente da una esclusione da parte della società odierna. Il villano, scansato e deriso, ha riorganizzato caparbiamente un "movimento" che oggi (sfortunatamente) raccoglie personaggi di qualsiasi età e rango sociale. Il villano si evolve attraverso quattro lunghe ed estenuanti prassi comuni a quasi tutta la specie villana. Elenchiamole:
1. Il villano comincia a sentirsi tale in un età compresa tra i 9 e 12 anni ma, tranne sporadiche eccezioni, l'essere villano è patrimonio del codice genetico. Subito comuncia il conflitto interiore ed esteriore con i propri simili: si gareggia a chi ha la bicicletta meglio modificata, a chi dice la bestemmia più grande, a chi sputa piu' lontano ed inoltre si cerca di entrare in simpatia e sotto protezione del villano della fase 2 -che analizzeremo tra poco- comprandogli le sigarette o elogiandolo e lodandolo dinnanzi a una ragazza che lo stesso vuole approcciare. Generalmente, chi si trova in questa fascia d'età, non ha il cervello ancor bene sviluppato, ma se imboccherà la via per il mondo villano, la mente non compirà alcun passo avanti.
2. All'età di 14, massimo 15 anni, il villano entra nella fase 2. In questa fascia d'età il villano (come del resto qualsiasi altro essere umano) è comandato a bacchetta dai suoi ormoni e, visto e considerato che il villano, tranne casi soprannaturali, non riscuote grande successo con la sfera femminile, si sfoga sul suo motorino e ultimamente sul cellulare. C'è da dire comunque che negli ultimi anni il villano riscuote ampio successo con il gentil sesso.
Il villano, nel giorno del suo tredicesimo compleanno, comincia a fare il conto alla rovescia su quanti giorni mancano all'acquisto del tanto sospirato motorino. Recentemente però, con la riforma Lunardi (e ringraziamo vivamente il ministro), il villano deve subire un minimo di tre bocciature prima di ottenere la patente per il ciclomotore. Il villano, al momento dell'acquisto del veicolo, lo porta subito all'officina più vicina per montare al motorino la modifica, componente di vitale importanza. Secondo fonti ISTAT, il 90% delle modifiche apportatate al veicolo, portano quest'ultimo all'autodistruzione in un tempo massimo di una settimana. Nel terzo millennio però lo strumento indispensabile per il villano è il cellulare: sempre più moderni e possibilmente con suonerie rumorose e polifoniche.
Inoltre in questa fase della sua vita il villano fa le sue prime esperienza con il tabacco e l'alcool ma soprattutto con la discoteca, luogo sacro e di culto della religione villana, dove ogni settimana, il sabato sera (giorno sacro per i villani), le varie sette si riuniscono per dare sfogo al proprio estro danzante e fare conoscenza con altre sette, al fine di rimorchiare ed avere consigli sull'acconciatura.
3. La fase 3 ha luogo attorno ai vent'anni. Il villano raggiunge l'apice della sua villaneità e considera la discoteca l'unica sua ragione di vita. Là si trova la sua dimora e oramai la sua abitazione ha solo la funzione di offrire un posto hai suoi vestiti e un garage alla sua auto. L'auto del villano negli ultimi anni si è evoluta spaventosamente. L'ultimo stadio di auto villana è dotata di doppio tubo di scarico rialzato e luci fluorescenti generalmente di colore blu cobalto.
4. Il villano raggiunge la fase 4 intorno ai 30 anni di età. Da villano questo si tramuta in tardone. Il villano-tardone generalmete vaga solitario per la discoteca, ripensando alla sua giuoventù bruciata, oppure se ne sta giornate intere seduto sulla sua poltrona guardando in tv Passaparola e Studio Aperto e stando con il suo cellulare in mano fremendo per un minimo segno sonoro o di vibrazione. Spesso i villani-tardoni, se raggiungono il massimo della loro degenerazione, sono rinchiusi in cliniche psichiatriche o in ospizi per tardoni. Quindi il villano nasce e muore solo. A 40 anni il villano si ritrova disoccupato ed analfabeta sicchè è costretto ad intraprendere una vita on the road.
Il villano: in conclusione
I villani oggi sono un elemento, nel bene o nel male, indispensabile per la collettività in quanto svolgono funzioni che a nessun altro possono essere assegnate. Ad esempio: essi, emanando cattivo odore, bestemmiando e indossando i vestiti a loro avviso "fighi", danno lavoro rispettivamente agli operatori ecologici, all'istituzione clericale (che deve riconvertirli) e al mercato della merce di contrabbando. Tutto ciò muove gli ingranaggi della società, fa girare l'economia e, quindi, giovano al bene pubblico. In chiusura quindi affermo con estrema sicurezza: che mondo sarebbe senza villano? In ogni caso sarebbe un mondo piu' vuoto.