cataratta :Cataratta, videocataratta, phacocataratta - Oculista in Rete By Dr. Zaghi Fabio




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La cataratta

 

 

 



 

Pagina aggiornata al 23/02/2000

 

cos'è la cataratta

L'intervento di cataratta

L'Estrazione Intracapsulare

L'Estrazione Extracapsulare

La Facoemulsificazione

Complicanze della cataratta

La Cataratta secondaria

La Capsulotomia posteriore

La cataratta pediatrica

Bibliografia





 

 

 

 




Cos'è la cataratta?

Per cataratta si intende un opacamento del cristallino naturale, situato all'interno dell'occhio. Questa perdita di trasparenza impedisce alla luce di raggiungere normalmente la retina. Da questo fenomeno deriva l'annebbiamento progressivo della vista.

Com'è fatto il cristallino

Il cristallino è formato da un nucleo centrale trasparente, circondato da una serie di strati concentrici (a cipolla), chiamati nel loro insieme "corteccia", anch'essi trasparenti. il tutto è rivestito da una capsula, paragonabile ad un sottile foglio di cellophane che, tramite una rete di filamenti, mantiene il cristallino nella sua sede naturale.

 

Perché viene la cataratta?

Solitamente la cataratta insorge come conseguenza del processo di invecchiamento dell’occhio ma può svilupparsi anche in età giovanile, sia spontaneamente che a seguito di varie condizioni locali o generali, di cui la più comune è il diabete.

Anche l'uso prolungato di farmaci, come ad esempio il cortisone, sia applicati localmente che assunti per altre vie, possono essere fra le cause di opacamento del cristallino. In rari casi la cataratta può essere congenita, cioè presente dalla nascita.

 

Come si diagnostica

La diagnosi può essere fatta dal solo medico specialista oculista/oftalmologo mediante un esame completo dell'occhio. Questo consente di valutarne le reali condizioni e stabilire con certezza se i disturbi riferiti siano effettivamente dovuti alle opacità del cristallino. In certi casi, infatti, la diminuzione della vista può dipendere da altre cause che chiaramente non potranno essere eliminate con il solo intervento di cataratta.

 

Un occhio in condizioni normali

I raggi luminosi normalmente entrano nell'occhio, attraversano il cristallino e si focalizzano sulla retina in modo da fornire immagini nitide, che vengono ritrasmesse al cervello tramite il nervo ottico.

  • L’occhio con cristallino trasparente permette una normale focalizzazione.
  • Il cristallino opaco. In presenza di una cataratta i raggi luminosi che entrano nell'occhio non riescono ad attraversare il cristallino opaco ma vengono deviati in più direzioni. In questo modo, le immagini non possono andare a fuoco sulla retina, generando così una sensazione di annebbiamento.

 

Effetti della cataratta

La cataratta causa un annebbiamento della vista, rendendo difficile vedere in ambienti poco luminosi ed espletare le normali attività quotidiane: guidare, distinguere i numeri dell'autobus, riconoscere cose e persone ad una certa distanza.

I colori appaiono sbiaditi mentre, se sottoposti a luce intensa, si può avere abbagliamento. Durante le fasi iniziali di una cataratta, una variazione delle lenti correttive può migliorare la vista.

Se invece la cataratta progredisce, occhiali più forti non aiutano e possono essere mal tollerati. Infatti, nella comune casistica, è normale vedere meglio senza occhiali, almeno per vicino.

 

Nell'occhio normale le immagini sono nitide ed i colori vivaci (fig. 1);
con l'inizio delle opacità si perde il contrasto (fig. 2);
quando le opacità diventano molto dense non si riescono più a distinguere gli oggetti (fig. 3) .

 

Il trattamento

L'unico trattamento possibile è di tipo chirurgico: non esistono infatti farmaci, esercizi, diete od occhiali che possano far regredire una cataratta già formata. Generalmente, negli stadi iniziali, può essere ottenuto un miglioramento soggettivo, di solito temporaneo, modificando gli occhiali; quando invece l'opacità diventa tale da infastidire il paziente e rendergli difficoltose le normali attività quotidiane, è più indicata la chirurgia. E importante altresì chiarire che la cataratta non può essere rimossa con un raggio laser, ma attraverso una incisione chirurgica molto piccola nel globo oculare.















Come avviene l'intervento?

Si tratta di un intervento di "microchirurgia oculare", durante il quale viene utilizzato un "microscopio operatorio" per ingrandire notevolmente i dettagli dell'occhio. L’operazione prevede l'asportazione del cristallino opaco e l'introduzione, al suo posto, di una lente intraoculare. Dopo aver disinfettato il campo operatorio, si pratica una anestesia locale, generalmente molto efficace e ben tollerata. Viene poi effettuata una piccola incisione nell'occhio, attraverso la quale si introduce la minuscola sonda che frammenta ed aspira il cristallino opaco. La parte posteriore della capsula del cristallino, "capsula posteriore", viene lasciata nella sua sede naturale. Una lente intraoculare di materiale plastico viene poi impiantata all'interno dell'occhio ed appoggiata sulla capsula, per sostituire la lente naturale opaca che è appena stata rimossa.

L’incisione, a seconda della preferenza del chirurgo e della tecnica usata, viene quindi "suturata" cioè chiusa con un filo di nylon più sottile di un capello.

Questi punti sono inerti nel tempo e raramente necessitano di essere rimossi. Qualora diventi necessario rimuoverli verranno sfilati durante una normale visita di controllo.

 

Prima dell'intervento

Le indicazioni per l'intervento devono essere discusse con il medico oculista/oftalmologo: se la cataratta è l'unico problema che limita la funzionalità dell'occhio si hanno eccellenti probabilità di recuperare una buona capacità visiva. A seconda dei casi è necessario controllare lo stato di salute generale eseguendo alcuni esami del sangue e l'elettrocardiogramma.

Allo stesso modo è utile informare lo specialista delle eventuali terapie cui ci si sta sottoponendo perché alcuni farmaci possono essere fonte di rischio aggiuntivo, specialmente gli anticoagulanti e l'aspirina. In preparazione all'intervento vengono di solito praticate alcune misurazioni sul bulbo oculare mediante ultrasuoni Nell'esame "u1trasonografíco", vengono utilizzate onde sonore per identificare e misurate le strutture interne dell'occhio. Questo esame può avere importanza diagnostica quando il cristallino è talmente opaco da non permettere alcuna visualizzazione delle parti posteriori dell'occhio e lo specialista abbia il sospetto della presenza di altre patologie che influenzerebbero il risultato finale. Un esame ecografico specifico preparatorio all'intervento di cataratta è invece la "ecobiometria". Con questa tecnica viene misurata, con buona precisione, la lunghezza del bulbo oculare permettendo di calcolare il potere della lente intraoculare da impiantare in ciascun paziente.

 

Il giorno dell'intervento

Questo tipo di chirurgia viene spesso eseguita in Day Hospital (Il paziente viene rimandato a casa poche ore dopo l’intervento). A seconda dell'orario concordato, può essere necessario saltare un pasto. Prima dell'ingresso in sala operatoria vengono somministrati alcuni colliri per dilatare la pupilla e, a volte, un breve sedativo per diminuire la normale apprensione. Successivamente viene praticata l’anestesia locale, trattandosi di una serie di iniezioni è normale che possa risultare leggermente dolorosa.

L’intervento è totalmente indolore, l’anestesia locale infatti è molto efficace, tuttavia il paziente è obbligato al mantenimento della immobilità in posizione sdraiata per un periodo di tempo di 15 – 20 minuti. Alcuni pazienti possono mal tollerare questa immobilità, vuoi per dolori reumatici alla colonna vertebrale, vuoi per sindromi claustrofobiche (il volto del paziente è sempre coperto da un telo sterile); è importante informare il chirurgo di queste difficoltà prima dell’intervento. Al termine, l'occhio viene medicato con colliri e protetto mediante una benda. Dopo una breve sosta nella zona di convalescenza, di solito il paziente può essere accompagnato in corsia o a casa.

 

Dopo l'intervento devono essere seguiti con cura accorgimenti quali:

  • Usare le gocce di collirio come prescritto
  • Usare la benda e gli occhiali come consigliato dal medico
  • Non sfregare o schiacciare l'occhio operato
  • Continuare le normali attività quotidiane
  • Limitare per qualche tempo l'attività fisica, soprattutto il sollevare pesi
  • Usare farmaci analgesici in caso di dolore, ma avvertire il medico.
  • Seguire tutte le altre eventuali indicazioni del medico, in particolare assumere sempre la terapia prescritta.

Nel complesso l'intervento è poco traumatico e le precauzioni richieste sono modeste. Va esercitato soprattutto il proprio buon senso. Spesso molti soggetti tendono a sottovalutare l’importanza dell’intervento subito, la velocità dell’intervento e il successivo rapido recupero funzionale offerto dalla moderna chirurgia, sono il risultato di decine di anni di esperienza. Si ricordi che solo fino ad alcuni anni fa la cataratta era pressoché sinonimo di cecità, e che nei paesi non industrializzati, vi sono oltre venti milioni di ciechi per cataratta.

 

Altre malattie oculari

sono presenti altre malattie dell'occhio, responsabili a loro volta di una riduzione della vista, queste possono condizionare il risultato finale di un intervento eseguito perfettamente e con buon successo. E’ molto importante che il paziente informi con precisione il chirurgo circa l’evoluzione del deficit visivo, ad esempio repentine riduzioni della acuità visiva, sono in genere correlate a problemi retinici. L’intervento di cataratta può comunque migliorare la situazione, rimuovendo un importante ostacolo al passaggio dei raggi di luce.












 




Intervento Intracapsulare

La chirurgia "intracapsulare" prevede l’asportazione del cristallino "in toto", capsula compresa. E’ oggi riservata ai casi in cui non sia prudente eseguire altre tecniche. L’eventuale lente intraoculare che lo sostituisce viene impiantata, quando possibile, con manovre particolari oppure viene posta davanti all'iride.















Intervento extracapsulare

La chirurgia "extracapsulare" consiste nell'asportare la parte centrale del nucleo, mediante una "pressione bilanciata" esercitata con appositi strumenti. Successivamente si aspira la sua porzione esterna o "corteccia" sino a lasciare nella sede naturale la sola capsula posteriore del cristallino, sulla quale appoggerà la lente intraoculare.

A. Taglio della capsula
B. Apertura della cornea
C. Estrazione del nucleo catarattoso
D. Rimozione della corticale catarattosa
E. Pulizia delle masse residue
F. Pulizia della capsula posteriore















Intervento di facoemulsificazione

La facoemulsificazione consente di frammentare la parte centrale del cristallino mediante una sonda ad ultrasuoni. In questo modo l'incisione richiesta è molto piccola e viene usata anche per i successivi passaggi dell'intervento, come l'aspirazione della "corteccia" del cristallino e l'impianto della lente intraoculare, che sarà di dimensioni particolarmente ridotte. Con questa tecnica si asporta solo una piccola porzione anteriore di capsula del cristallino, che rimane quasi intera nella sua sede originale come un sacco che accoglie in modo molto favorevole la lente artificiale, rispettando le condizioni anatomiche naturali dell'occhio.


Le varie fasi di rimozione della cataratta con la sonda ad ultrasuoni. In fig. 4 visibile il cristallino artificiale

Vantaggi del cristallino artificiale

I nuovi cristallini pieghevoli

Impianto del cristallino artificiale differito nel tempo

La chirurgia senza sutura















Il vantaggio della lente intraoculare

Il cristallino è una lente molto potente nel nostro sistema ottico; la sua perdita comporta una correzione con lente di uguale potere che, se inserita in un occhiale, risulterebbe molto spessa e pesante. Una lente a contatto invece può essere difficile da tollerare e da gestire, specie in un paziente anziano. Per questi motivi si preferisce, oggi, introdurre la correzione all'interno dell'occhio mediante una "lente intraoculare", di cui esistono molte varietà per forma e dimensione. Non provocano né allergia, né "rigetto" e il materiale è di durata illimitata.

La lente intraoculare non richiede cure o manutenzione, consente un aspetto estetico normale e non interferisce con la visione naturale.

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Le lenti intraoculari pieghevoli

La continua evoluzione delle tecniche operatorie ha portato alla produzione di lenti che si possono introdurre piegate su se stesse e che richiedono quindi una incisione particolarmente piccola. Almeno in teoria questo può essere vantaggioso. in realtà non in tutti i casi i "virtuosismi" chirurgici cambiano il risultato finale. Certamente però, il chirurgo cui vi siete affidati vi spiegherà e consiglierà quale lente è più adatta per voi.


Impianto di lente di tipo rigido convenzionale.


Impianto di lente pieghevole, presta attenzione alla riduzione di ampiezza del taglio corneale.

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L'impianto secondario del cristallino artificiale

Questo intervento consiste nell'introdurre il cristallino artificiale in un tempo successivo all'estrazione della cataratta, anche molti anni dopo. La lente intraoculare viene inserita davanti o dietro l'iride a seconda dei casi. Questa tecnica è particolarmente richiesta da coloro che non tollerano le lenti a contatto o l'occhiale.

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La chirurgia senza sutura

Le tecniche moderne di chirurgia della cataratta permettono di praticare incisioni di dimensioni ridotte, "autosigíllanti", che spesso possono fare a meno della sutura. il vantaggio è rappresentato dalla possibilità di abbreviare ulteriormente la durata dell'intervento, evitando anche l'annebbiamento da astigmatismo che una sutura troppo tirata può causare nel primi giorni postoperatori. Lo svantaggio è rappresentato dal rischio che l'incisione non sia perfettamente a tenuta stagna. La scelta riguardo al tipo di incisione e di sutura va lasciata al chirurgo che le adatterà ad ogni singolo caso in modo da ottenere il risultato migliore, nonché il più sicuro.

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Complicazioni dovute all'intervento

Le complicazioni intraoperatorie sono rare ma non assenti come per tutti gli interventi. E’ possibile il verificarsi di emorragie o rotture della capsula del cristallino, che richiedono modifiche nella tecnica. Nel decorso postoperatorio un'infiammazione inaspettatamente violenta o una breve emorragia vengono facilmente risolte. Complicazioni più gravi si riscontrano molto raramente, anche se l'intervento è stato condotto perfettamente e sono:

  • Infezione, molto rara e pericolosa.
  • Scompenso corneale: dopo l'intervento, la cornea può perdere la sua normale trasparenza.
  • Problemi retinici. raramente può accumularsi liquido nella parte centrale della retina, "edema maculare" che può annebbiare notevolmente la vista. Anche il distacco di retina nei soggetti predisposti, può essere accelerato dalla chirurgia della cataratta.
  • Aumento della pressione dell'occhio: di solito temporanea, in alcuni casi può richiedere una terapia a lungo termine.
  • Spostamento della lente intraoculare: raro, se significativo può essere necessario un secondo intervento.












 




La cataratta secondaria

La sottile capsula su cui appoggia la lentina artificiale si può opacizzare alcuni mesi od anni dopo l'intervento di cataratta. Questo fatto causa nuovamente annebbiamento della vista e viene indicato come "Cataratta secondaria". La cataratta secondaria può essere rimossa chirurgicamente ma oggi si utilizza pressoché esclusivamente il raggio laser.












 




La capsulotomia posteriore

La capsulotomia posteriore consiste nell'incisione della capsula opaca mediante il raggio laser. La procedura è totalmente indolore e si esegue molto rapidamente in regime ambulatoriale. Dopo aver instillato un collirio anestetico si posiziona a contatto dell'occhio una speciale lente che consente una buona visualizzazione dei dettagli della capsula. Con poche applicazioni di laser se ne provoca l'apertura al centro. Si ottiene cosi, in breve tempo, il pieno ripristino della funzione visiva ottenuta con il primo intervento.












 

 

 




La cataratta del bambino

Quali sono le cause?

La cataratta può essere presente già dalla nascita, può insorgere per un trauma oculare o per una crescita anormale del cristallino.

 

Qual è il trattamento?

Per le cataratte congenite non esiste alcun trattamento con farmaci. Quando le opacità del cristallino sono solo parziali e non interferiscono con la visione, basta un controllo periodico per valutarne l'eventuale evoluzione.

Nei casi più severi, l'unico rimedio è la chirurgia. La gestione di un piccolo paziente con cataratta è però particolarmente delicata a causa del rischio di "Ambliopia" (occhio pigro).

 

Cos'è l'ambliopia

Per ambliopia si intende un occhio che non ha sviluppato il proprio potenziale visivo. Per maturare correttamente, infatti, il sistema visivo ha bisogna che il cervello riceva dagli occhi delle immagini di buona qualità. Se questo non avviene, ad esempio a causa di una cataratta, la capacità visiva non matura pienamente. La rimozione del cristallino opaco rappresenta, pero , solo il primo passo del tratta mento; e infatti fondamentale ottenere una correzione ottica adeguata, che fornisca cioè delle immagini ben focalizzate. Nel caso di una cataratta monolaterale è necessario praticare in modi e tempi variabili l'occlusione (bendaggio) dell'occhio che vede bene, per forzare l'uso di quello più debole.

 

Come avviene l'intervento?

L’intervento avviene mediante tecnica "microchirurgica", e si pratica in anestesia generale. Essendo il cristallino dei bambini molto soffice, anche quando opaco, la sua aspirazione avviene attraverso una piccola incisione chirurgica.

 

Come si corregge la perdita del cristallino naturale?

Il cristallino naturale è una lente molto potente che deve essere sostituita per mettere a fuoco le immagini sulla retina diminuendo il rischio di ambliopia. Per la correzione ottica si possono, utilizzare:

  • Occhiali. Costituiscono un sistema di correzione valido per coloro che sono stati operati di cataratta in entrambi gli occhi. L'occhiale correttivo su un solo occhio provoca invece una forte differenza di dimensione dell'immagine che risulta molto ingrandi ta rispetto a quella dell'occhio non operato, ed è perciò mal tollerata.
  • Lenti a contatto. Esistono vari tipi di lenti a contatto. La scelta dipende dalla forma dell'occhio, dalla sua tolleranza alla lente, dalla abilità dei genitori e poi del bambino nel manipolare la lente stessa.

  • Lente intraoculare. Le lenti intraoculari non vengono usate frequentemente nei bambini sotto i 2 anni perché l'occhio cresce ancora cambiando di conseguenza il potere della messa a fuoco, mentre la lente intraoculare non si modifica. Per questo motivo l'introduzione del cristallino artificiale può essere ritardata rispetto all'intervento di estrazione della cataratta. Nei bambini in cui è colpito un solo occhio occorre insistere con l'uso delle lenti a contatto e dell'occlusione.

L'effettuazione di un intervento clinicamente perfetto non è di per se sufficiente ad offrire le migliori possibilità di sviluppo a1 sistema visivo ad un bambino affetto da cataratta. L'oculista ed il pediatra devono informare ed all'occorrenza addestrare i genitori in modo che la correzione ottica e l'occlusione vengano usati come e quando stabilito. E’ evidente che conciliare l'inflessibilità della riabilitazione con le esigenze dei bambini è per le famiglie un compito difficile e spesso frustrante da portare a compimento

 

 














Bibliografia

 

  • Daniel M. Albert, Frederick A. Jakobiec: Principi e Pratica di Oftalmologia, Ed. Verducci 1995 pp 599-701
  • David M. Dillman, William F. Maloney: Attualità in chirurgia della cataratta - Facoemulsificazione -, Ed. Verducci
  • stephen A. Obstbaum: Chirurgia della Cataratta ed Impianto di Lenti Intraoculari, Ed. Verducci
  • A.I.C.C.E.R. (Autori vari): Cataratta, Ed. Fabiano 1999
  • Jack J. Kanski: Oftalmologia clinica, Ed. Uses pp 306-338 1990