Libia 1913-1931  
  

Un posto al sole?
La guerra d'Etiopia 1935-1936

1869-1934

1935-1936

1936-1942

Approfondimenti


bullet1 APPROFONDIMENTI

La censura, il cinema, le gesta italiane nelle colonie: 
«Fascist legacy» e «Il leone del deserto
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Nel 1989 la BBC ha prodotto «Fascist legacy», un documentario diretto da Ken Kirby dedicato agli stermini condotti dagli italiani in Etiopia e Jugoslavia e all’impunità che i 1283 criminali di guerra italiani godettero una volta cessate le ostilità. Questo documentario è stato acquistato all’inizio degli anni Novanta dalla RAI e mai messo in onda, nonostante i numerosi articoli usciti sulla stampa italiana per denunciare la situazione. Secondo i dirigenti della BBC interpellati dal quotidiano britannico The Guardian (Rory Carroll, 25 giugno 2001), questo è l’unico caso di un programma acquistato da una rete televisiva straniera e non trasmesso. Nei primi mesi del 2003 «Fascist legacy» è stato trasmesso da "La 7" nella trasmissione "L'altra storia", con il commento di storici come Giorgio Rochat e Angelo Del Boca. 

Un'altra illuminante vicenda riguarda Il lungometraggio «Il leone del deserto» di Mustafà Akkad (1979), con Anthony Quinn, Oliver Reed e Rod Steiger, che narra le vicende del leader della resistenza libica Omar al Mukhtar e la spietata repressione operata da Graziani, culminata nel 1931 con l’impiccagione di Mukhtar. Il film non è stato mai proiettato in sale cinematografiche perché giudicato lesivo della dignità nazionale italiana. In alcuni circoli culturali tale film è stato proiettato, ma resta il fatto che al grande pubblico è stato negato un pezzo di informazione sulla storia italiana in Africa. 
Il 15 aprile 2003 Il Ministro per i beni e le attività culturali Giuliano Urbani, in relazione ad una interrogazione parlamentare in cui si intendeva promuovere la revoca alla censura così rispondeva: 
«In ordine all'interrogazione parlamentare, relativa al film dal titolo «Il leone del deserto», interpellata la direzione generale del cinema, si rappresenta quanto segue.
È opportuno premettere che, ai sensi dell'articolo 1 della legge 21 aprile 1962, n. 161, la proiezione di opere cinematografiche in pubblico nonché l'esportazione all'estero di film nazionali sono soggette a nulla osta da parte dell'Autorità governativa, su domanda sottoscritta dagli interessati (produttori, distributori, eccetera) e parere conforme delle commissioni per la revisione cinematografica di primo e secondo grado. Ciò in conformità con i dettami costituzionali che prevedono da un lato la libertà di espressione artistica e dall'altro la tutela e la protezione dell'infanzia e la difesa del buon costume. Nel caso del film in questione, si segnala che lo stesso non è corredato del prescritto nulla osta ai fini della sua circolazione interna ed internazionale, in quanto i soggetti interessati non hanno mai presentato la relativa istanza.»