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Un posto al sole?
La guerra d'Etiopia 1935-1936 |
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La censura, il cinema, le
gesta italiane nelle colonie:
«Fascist
legacy» e «Il leone del deserto»
Nel 1989 la BBC ha prodotto «Fascist legacy»,
un documentario diretto da Ken Kirby dedicato agli stermini condotti dagli
italiani in Etiopia e Jugoslavia e all’impunità che i 1283
criminali di guerra italiani godettero una volta cessate le ostilità.
Questo documentario è stato acquistato all’inizio degli anni
Novanta dalla RAI e mai messo in onda, nonostante i numerosi articoli
usciti sulla stampa italiana per denunciare la situazione. Secondo i dirigenti
della BBC interpellati dal quotidiano britannico The Guardian (Rory Carroll,
25 giugno 2001), questo è l’unico caso di un programma acquistato
da una rete televisiva straniera e non trasmesso. Nei primi mesi del
2003 «Fascist legacy» è stato trasmesso da "La 7"
nella trasmissione "L'altra storia", con il commento di storici come Giorgio Rochat e Angelo Del Boca.
Un'altra illuminante vicenda riguarda Il lungometraggio
«Il leone del deserto» di Mustafà Akkad (1979),
con Anthony Quinn, Oliver Reed e Rod Steiger, che
narra le vicende del leader della resistenza libica Omar al Mukhtar e
la spietata repressione operata da Graziani, culminata nel 1931 con l’impiccagione
di Mukhtar. Il film non è stato mai proiettato in sale cinematografiche
perché giudicato lesivo della dignità nazionale italiana.
In alcuni circoli culturali tale film è stato proiettato, ma resta
il fatto che al grande pubblico è stato negato un pezzo di
informazione sulla storia italiana in Africa.
Il 15 aprile 2003 Il Ministro per i beni
e le attività culturali Giuliano Urbani, in relazione ad una interrogazione
parlamentare in cui si intendeva promuovere la revoca alla censura così
rispondeva:
«In ordine all'interrogazione parlamentare,
relativa al film dal titolo «Il leone del deserto», interpellata
la direzione generale del cinema, si rappresenta quanto segue.
È opportuno premettere che, ai sensi dell'articolo 1 della legge
21 aprile 1962, n. 161, la proiezione di opere cinematografiche in pubblico
nonché l'esportazione all'estero di film nazionali sono soggette
a nulla osta da parte dell'Autorità governativa, su domanda sottoscritta
dagli interessati (produttori, distributori, eccetera) e parere conforme
delle commissioni per la revisione cinematografica di primo e secondo
grado. Ciò in conformità con i dettami costituzionali che
prevedono da un lato la libertà di espressione artistica e dall'altro
la tutela e la protezione dell'infanzia e la difesa del buon costume.
Nel caso del film in questione, si segnala che lo stesso non è
corredato del prescritto nulla osta ai fini della sua circolazione interna
ed internazionale, in quanto i soggetti interessati non hanno mai presentato
la relativa istanza.»

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