autocomprensione

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AUTOCOMPRENSIONE
La comprensione di sè stessi può avvenire
in tanti modi ma quella che a noi serve è la comprensione della
radice del nostro modo di essere.
Ciò può avvenire attraverso l'osservazione di ogni
pensiero che attraversa la nostra mente, tale osservazione deve esser
pura, neutra, senza il giudizio del prorpio sè.
Solo così non aggiungeremo alcunchè al pensiero
osservato, in tale circostanza ne comprenderemo il come, il
perchè e la radice profonda che esso ha!
Quando tempo di un mese, di una
settimana o di un giorno dedichiamo alla comprensione di noi stessi
(attenzione non stiamo parlando affatto di una comprensione psicologica
o psicoanalitica, per la quale serve una conoscenza professionale, ma
della semplice autosservazione, del semplice chiedersi "perchè
penso questo, come mai lo penso" che chiunque può fare)?
Ci ritroviamo probabilmente a rispondere pochissimo in un mese e quasi
nulla alla settimana, questo ci fa riflettere a quante
possibilità di vera ricchezza non possiamo accedere e quanto
disordine derivante dalla poca chiarezza interiore e dalla gran
confusione regna in noi.
Ma senza chiarezza non vi è equilibrio, senza di esso si
rinforzano i conflitti e le contraddizioni, la nostra mente è in
continuo attrito (continuo eccessivo consumo di energia) tra miriadi di
nostri comandi tra loro opposti: debbo fare questo, io sono tutt'altro
che questo - desidero questo, ma la realtà che concretizzo
è tutt'altro - io voglio questo, ma parte di me stesso non
essendo capace di realizzarlo fa il contrario, ecc.
La corretta autoconoscenza ci fa osservare in
comprensione
diretta
e profonda (senza l'intervento della conoscenza
del sè) la realtà del nostro "vivere", nei modi in cui lo
esercitiamo nel continuum presente.
Nel momento stesso che "comprendiamo"
abbiamo l'intuizione che esiste solo il presente e l'azione che in essa
esplichiamo, quando poi ci
rendiamo conto
che la esplichiamo attraverso
l'influenza di una "conoscenza" (ricchezza
intellettuale, esperienza vissuta, condizionamento assorbito ecc.)
limitante, allora s'innesta il rifiuto di essa e ciò
destabilizza il condizionamento stesso, rendendoci, pian piano liberi
da esso.