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La coerenza del credere
tecnica e stato dell'essere
La coerenza del credere è l'attenzione “coerente” alle verità che l'uomo, man mano, va comprendendo, cioè quello stato dell'essere che le rende “vive”, la forza dell'intenzione proviene da essa, pur se spesso è sbandierata da più parti come il potere che l'uomo in un certo qual modo può raggiungere ed esercitare, questo indica ancora una volta come “difficilmente” si riesce a pensare di essere nelle mani del Padre e di non aver alcun proprio potere!
Mi riferisco al passo evangelico Marco 11 - 23:26
“Gesù rispose e disse loro: «Abbiate fede in Dio! In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: "Togliti di là e gettati nel mare", se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto. Perciò vi dico: tutte le cose che voi domanderete pregando, credete che le avete ricevute, e voi le otterrete. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate; affinché il Padre vostro, che è nei cieli vi perdoni le vostre colpe. [Ma se voi non perdonate, neppure il Padre vostro che è nei cieli perdonerà le vostre colpe.]»”
dove tutto ciò che ha l'uomo deriva dall' abbondanza, intesa come provvidenza (senza limiti) di Dio. Questa come si desume dal vangelo ha solo limiti indiretti, quelli cioè del credere o no ad essa, tale credere come detto poc'anzi deve essere profondo e trasformatore, vivo ed attento, con il praticare una vita fatta di pensieri, intenzioni e scelte in coerenza ad esso
Il modo di osservare la realtà deve essere corroborato da una fede ed una speranza in Dio che viene consolidata dall'esercizio della carità, tutto ciò fatto in coerenza cioè essendone la dimostrazione viva del senso dell'abbondanza a cui l'uomo può attecchire quando e come gli suggerisce Lui stesso con l'intuizione quando rimane in connessione con la Luce che egli emana.
In tale abbondanza vi è tutto quanto concerne la sua vita, quindi salute, beni materiali e spirituali, che può attrarre per la comunione che opererà.
Credere in coerenza significa ancora che l'uomo deve credere che chiedendo a Dio ripetutamente con una consapevolezza profonda ciò che percepisce nel suo profondo (attraverso la presenza di Dio) gli verrà concesso.
Ciò accade con questi elementi:
vigilanza attenta, piena consapevolezza, più cuore e meno mente, credere che quanto richiesto sia come cosa già concessa!
Questo stato dell'essere è ostacolato fortemente da quello dell'irritazione e questo ha inizio quando come un campanellino interiore che suona per preavvisare una situazione di “sofferenza”, ciò si può evitare, ancora una volta, se si fa consapevolezza profonda in coerenza di questa verità:
la sofferenza ha due grosse giustificazioni per essere accettata di essere nella vostra vita:
l'occasione di poterla offrire a Dio come ringraziamento di tutto quello che dona;
Allora l'uomo deve prendere consapevolezza profonda delle "verità" che percepisce dentro di sè, quando è in sintonia con Dio, in coerenza dell' abbondanza dei suoi doni, credendo che ogni cosa che ha viene da Lui ed è perciò sempre “ripetibile” (infinitamente disponibile) grazie alla sua volontà amorevolissima, per cui l'uomo non deve in alcun modo attaccarsi ad alcuna cosa perchè questo suo modo dell'essere comporta grandi ostacoli a ricevere da Dio per poter poi a sua volta dare con l'esercizio della benevolenza.
Infine la tecnica meditativa da utilizzare è questa:
Ci si pone in una posizione comoda ma non producente un eccessivo rilassamento, si pone l'attenzione al fatto che Dio è accanto a noi fino a percepirne la sua presenza reale e “viva”, poi si rimarca l'attenzione ai 5 sensi per soffermarsi alla fine sul senso della vista, dopodichè si chiudono gli occhi per “visualizzare” in profondità ma con estrema attenzione “vigile” la verità (oppure l'intenzione da realizzare) a cui s'intende “credere in coerenza” e si continua la visualizzazione fintanto che dentro di se non si percepisce “armonia” con la presenza di Dio.