Intuizione sciamanica

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L' INTUIZIONE SCIAMANICA


Lo sciamano affascina parecchi di noi con le sue doti, ma oggi è difficile trovare e riconoscere uno sciamano vero, forse perchè è in realtà l'abito nascosto di tutti coloro che con il loro cammino spirituale si avvicinano di più alla sacralità del divino, al rapporto con Dio dal quale tutto promana attraverso quella forza che è il suo nucleo: l'amore.

Entrare in contatto con il "mondo" ultrasensoriale è proprio dello sciamano ma in effetti ciò avviene con un "modus vivendi" che è l' intuizione.

Questa è come aver la capacità di appoggiare l'orecchio sull'uscio di quella porta che è la soglia  posta tra noi e tale mondo e "sentire" (percepire) da esso.

Non è che ci sia separazione tra mondo sensoriale e mondo ultrasensoriale che non sia data solo dall'incapacità di percepirlo.

L'intuizione è questa capacità!

Essa si ottiene con un cammino di annullamento del sé attraverso un percorso di autoconoscenza profonda nel quale il potere dell'intenzione diventa fondamentale.

Attraverso la “destrutturazione” si pone se stessi davanti al “baratro” della perdita di tutte le proprie sicurezze fino alla destabilizzazione estrema quale l'incontro con la morte (del sè), esperienza che fatta da “vivi” dà una notevole formazione e maturità!

Si arriva così alla trasmutazione del proprio sé fino all'abbandono di tutto ciò che non serve alla propria essenza per rinascere a “nuova” vita.

Tutto ciò è denotato da una “colonna sonora” di fondo che è l'intuizione quale segno di spicco del cambiamento stesso, potremmo dire conversione che avviene nel profondo, per cui comprendete come la stessa intuizione ha un grande valore intrinseco rispetto al limitato valore apparente che solitamente  le si dà della preveggenza relativa.

Non vi spaventino le parole destrutturazione, baratro o morte, poichè come sempre l'uso delle stesse è sempre molto limitativo del significato che si vuol esprimere.

Pensate che tutto è molto semplice mentre la sovrapposizione che ne fa la mente rende complicate il "senso delle cose".

L'intuizione è anche riacquistare la capacità della semplicità del pensare senza uso delle parole.

Queste limitano la conoscenza della realtà etichettandola fino a renderla morta
    
L'uso “totalitario” della parola pone un' etichetta ad ogni “verità” rendendola una realtà limitata poiché l'effetto che ne deriva è che il nominare ogni cosa non fa altro che dare un senso generico e quindi limitante alla stessa.

Un primo distacco dalla parola etichetta di ogni “verità” è cercare di visualizzare la stessa senza nominarla fino ad arrivare a percepirne solo l'essenza profonda poiché anche la visualizzazione ha le sue limitazioni infatti pur essendo meno generica è comunque molto relativa per le caratteristiche minime visualizzate.

Faccio un esempio per meglio comprendere:

- Nominiamo con una parola un oggetto (verità presente intorno a noi): Tavolo

ci accorgiamo subito che tale parola non ci dice molto se non farci individuare una cosa che sembra “precisa” ma in effetti è molto generica, il tavolo, un qualsiasi tavolo..... se invece, come primo passo, anziché nominarlo lo visualizziamo dentro di noi abbiamo l'effetto che il t.... perde la sua genericità perchè lo vediamo dentro di noi (coi particolari che visualizziamo) e pur se è limitato nelle fattezze assume già un significato più consono a quello che abbiamo dentro in relazione ad esso, poi in un secondo momento, proviamo a percepirne l'essenza senza nominarlo e senza visualizzarlo ma cercando di percepirlo profondamente e vediamone l'enorme differenza (in prospettiva) che ne deriva, in quanto ci troveremo davanti alla “verità” tavolo come significato profondo dalle molteplici sfaccettature dense di particolari, significati, sensazioni e ........

Un tavolo molto diverso dal tavolo quando viene nominato e quindi relegato nella sua verbalizzazione o descrizione.

Se per un oggetto può essere un po' difficile capire l'enorme valore del non circoscrivere all'etichetta parola ogni verità proviamo con una sensazione o un'emozione e vediamo come nominandola la generalizziamo, visualizzandola la circoscriviamo limitandone il significato mentre invece percependone l'essenza profonda la comprendiamo nella sua reale portata.

Le parole significano cose diverse per ognuno di noi
    
Andare oltre le parole è importantissimo poiché significa andare oltre un linguaggio “relativizzante” che separa la conoscenza facendola diventare mia, tua, loro, infatti siamo portati a dare un significato personale ad ogni parola a causa dell'autoritarismo (della conoscenza passata e personale) della mente (singola) di ognuno di noi [questa è la causa di tutte le separazioni, odi e guerre].

Sappiamo che per comunicare ci vogliono le parole ma qui stiamo parlando del parlare interno quello che é mille volte più ripetuto rispetto al momento esterno.

Se noi impariamo “internamente” a non usare le parole ma ad usarle solo esternamente apriremo la strada all'intuizione poiché useremo il suo stesso modo di percezione, mi spiego:

- quando noi intuiamo in realtà percepiamo allo stesso modo di quando ponendoci davanti ad una verità non la nominiamo, non la visualizziamo ma la “percepiamo” in noi!

Solo quando si è molto esperti di linguaggio interno si può con una capacità intuitiva forte cominciare a comunicare anche senza parole (telepatia, trasmissione di essenze di verità, comunicazione diretta).

Vi è mai capitato di pensare a qualcosa e la persona vicina (con la quale c'è un buon feeling ed è molto sensibile come voi) la enuncia, [se sì] allora vi sarete chiesti:

- sono io che ho trasmesso a lei la cosa, viceversa oppure entrambi l'abbiamo percepita in sintonia da altre fonti???

Qualsiasi che sia la risposta denota comunque una grande sensibilità, però se è la prima ipotesi quella vera allora vorrà dire che voi comunicate senza parole alla persona vicina anche se involontariamente e senza sapere come e perchè!

Adesso però lo sapete...............

Esaminate ancora un po' tale circostanza:

Tale comunicazione avviene senza che voi la desiderate, senza il vostro sforzo, senza la vostra scelta, tutto in modo spontaneo.

Passiamo allora ad esaminare come avviene il porsi davanti alle cose senza nominarle e visualizzarle ma solo percependole:

–    senza desiderarlo altrimenti il desiderio ne darebbe una forma circoscritta;
    
–    senza sforzo altrimenti non riuscireste a percepire solo i segni reali ma più che altro           quelli costruiti dalla mente;
    
–    senza scelta ma in attesa passiva poiché di ciò che percepite ne prendete consapevolezza in quel momento, mentre se l'avreste scelto dovevate conoscerlo prima per poterlo scegliere poi!

Nel nostro linguaggio mentale impariamo a limitare al massimo l'uso delle parole

Vediamo un po' perchè internamente (linguaggio interno, pensiero meditativo o rimuginativo) pur non dovendo comunicare con nessuno, cosa che esige la parola (eccetto tra due che comunicano col pensiero), ugualmente pronunciamo le parole!??

Abitudine, consuetudine, pigrizia, mancanza di capacità...............

Se scopriamo oltre a quanto detto poco prima che usare le parole nel linguaggio interno non è necessario ma è solo un lavoro maggiore a cui ci sottoponiamo (pensate alla rimuginazione dell'ansioso, del premuroso, del timoroso ecc.) potremo più facilmente riaquisire la capacità di pensare senza parole (come fa il bambino che non sa ancora parlare).

Pensateci un attimo: è vero o no che se comunichiamo con le parole esternamente soffochiamo tutte le altre nostre capacità espressive (mimiche-facciali) di comunicazione (pensate un po' a quelle che sa mostrare un buon attore, un mimo, un muto, un bambino)? Cosa accade allora al nostro interno con tale modalità?

La stessa cosa!

Soffochiamo ogni capacità di autocomunicarci (percepire) sensazioni, percezioni e flash quantici (di genio), se usiamo sempre le parole rimaniamo su di una linea, quella su cui è appoggiata la parola, la frase, mentre i significati sono diluiti in quell' universo infinito dinamicamente in continuo movimento e quindi trasformazione.

Come può una parola, una frase, un discorso, fissare e circoscrivere il significato di una qualsiasi verità (di cui si compone l'universo dinamico), noi facciamo questo e facendo ciò siamo sempre molto indietro rispetto alla conoscenza della verità poiché nel momento che la descriviamo (a parole) questa si è già trasformata invece la nostra percezione interiore ha le caratteristiche dinamiche di sentire l'evoluzione di queste trasformazioni.