Miliardi
di vite nel pianeta terra fanno parte di un unico presente che vivono
come se fossero miliardi di presenti diversi, questa è la
"separazione"
Ogni uomo pensa di essere il protagonista principale della
sua
vita senza riflettere, perchè il suo sè non
glielo
concede, che se gli succede quanto gli accade è
perchè vi
è la partecipazione di tutte le persone vicine e lontane che
gli
stanno intorno, ogni evento della nostra vita si compone di
innumerevoli elementi la cui concatenazione permette allo stesso evento
di esser prodotto.
Inoltre i componenti umani cioè le persone sono
determinanti
nelle loro azioni affinchè le cose vadano in un modo
anzichè in un altro, pur se ad ognuno di noi resta sempre la
scelta di fare o non fare ogni azione, questa è molto
influenzata da tutto il contesto nel quale matura l'esigenza di
scegliere tra 2 o più azioni.
Quindi è importante cominciare a non credere
più che
nella nostra vita, anche quella più personale, siamo noi i
protagonisti assoluti ed i responsabili assoluti di come vanno le cose,
poichè la nostra responsabilità dipende da quanta
autonomia abbiamo quando effettuiamo le scelte, siccome come abbiamo
detto prima per ogni evento di vita concorrono più persone
ed
azioni da esse derivanti, anche nel percorso di vita che riteniamo
più intimo, quello personale, siamo autonomi nelle scelte in
proporzione alla massa di influenze derivanti da quanti sono
cooprotagonisti con noi, ognuno credendo di essere l'interprete
principale della sua vita.
Se partiamo da questo presupposto (quello di essere sempre
intepreti
insieme agli altri in ogni momento
della nostra vita anche in quella che consideriamo personale e mai
protagonisti
assoluti), nuovo per molti di noi, indeboliamo l'idea dominante che
abbiamo che la vita debba svolgersi in ragione dei nostri
desideri, per soddisfare i nostri bisogni, pur a discapito degli altri.
Cominciamo a prendere coscienza che la vita è comunione,
poichè siamo tutti
compagni di viaggi su questa terra, con le stesse esigenze, con gli
stessi desideri, con le stesse sofferenze che saranno solo aumentate se
tra di noi vi è separazione e non comunione.
La consapevolezza che il presente è unico per tutti e
che in esso ci
siamo, vicini e lontani, tutti noi uomini della terra, ci
porterà a comprenderci meglio l'un l'altro, tale
comprensione,
nei rapporti più intimi, si rivelerà
come una
capacità di conoscere più facilmente chi ci sta
di
fronte, questa nasce proprio dalla comunione che pian piano
conquisteremo che altro non è che la possibiltà
di una
circolazione più fluida di AMORE.