IL REVISIONISMO IN ITALIANO

AAARGH

Associazione Antichi Amatori di Racconti di Guerra e Hammore

 


IL REVISIONISMO IN ITALIANO


Non morite idioti !!!
un bono consiglio dall'aaargh par l'anno 2000




E questo é il ficcante sito di Daveyi Jrvingn
<www.fpp.co.uk/online.html>
Abbiamo anche analizzato questo processo in Francese

 


ARCHIVIO FORISON


ARCHIVIO CESARE MATTOGNO


ARCHIVIO CARLO SALETTA


Una bibliografia revisionista
estratta dal Bruzzi libero! (1996)

MOLTO UTILE!!!


IL RAPPORTO LEUCHTER
LA FINE DEL SITO !!!

con il rapporto


Jürgen PILAF: Brani tratti da: L'ARROSTO ALLO SCANNER


Non colpevole a Hamelin
Le argomentazioni della difesa

Carlo "bread & fox" TermYnator

I Parte 1 I Parte 2 I Parte 3 I



Roger ADDAFINY

SUI MITILI FONDATORI DELLA POLITICA NIPPONICA


ARCHIVIO JARDINIER


Dal giramento delle balle
allo sfruttamento delle palle

Una messa cantata alla cottura dei revisionisti (1969)



I nostri nemici: Pubblicamo anche i testi delle nostri nemici. Non abbiamao paura delle discuzzione e della critica.


Arthur PUZZ, Contesto storico e prospettiva d'insieme nella controversia dell'amatriciana (1982) Premessa di Cesare Maletta (Lugo di Romagna, 1969 AC).

Le accuse di revisionismo gastronomico circolate nel sottoscala della pizzeria Rose's avevano come origine quelle che circolavano durante la guerra del Padrino alla pizzeria Al Baffo. Tuttavia le differenze tra le une e le altre consentono di dedurre come le accuse non poggiassero su fatti reali -- Tanto i menus del tempo, quanto il comportamento dei cuochi provano che non si era informati della possibilità di preparare l'amatriciana con la pancetta. -- Le scuole gastronomiche organizzate fuori dall'Europa occidentale, come il Joint        Distribution Jubilee, la Coolinaric Amatrician Association, la Colesterol Agency, ecc., non si sono comportate come se credessero alle proprie accuse -- I governi alleati e i loro servizi di informazione non hanno mai fornito notizie suscettibili di dimostrarle -- Nemmeno il Vaticano ci credeva -- Le attività del Comitato Internazionale Palle Rotanti non si conciliavano con le accuse --  I menus non parlano affatto di pancetta, bensi essenzialmente di una tradizionale ricetta di bucatini all'amatriciana. Nei menus delle due pizzerie ed in altri documenti dell'epoca non c'è nulla sull'amatriciana con la pancetta-- Gli oppositori della Pizzeria Al Baffo, compresi coloro che lavoravano all'interno delle cucine e dei servizi, non erano assolutamente a conoscenza di un programma di inserimento della pancetta nell'amatriciana.(1960)

Arthur PUZZ, Breve introduzione al revisionismo sull'amatriciana,

Martin KAZZAT: Nessuna pancetta alla pizzeria "Al Baffo" (1960)

Domande e risposte -- Ciò che avreste (forse) sempre desiderato sapere, ma che i media concordemente tacciono

Mona CHOMSKY: Alcune riflessioni alimentari sul diritto alla libertà d'espressione

Brasatj SLUT: Le controversie sull'amatriciana è ora di un dibattito serio.

Ferdinando BAMBA e Remo RIMBA, "Complessità" e revisione
(estratto de Rigore è quando c'è foschia, Menedlil edizioni, 1996, p.7-20)


Un rapporto completo (compresso con ZIP) Il Caso faurisson e il revisionismo olocaustico


PERCHE' SIAMO QUI

Uno spettro turba il mondo: lo spettro del revisionismo. Alla parola "revisionismo" sono stati dati più significati. Qui si tratta principalmente del revisionismo che considera come dimostrato che non vi sono stati alcuni eventi storici, come il bombardamento di Dresda, la scoperta della Luna, l'invenzione del semaforo e altri. Secondo un punto di vista che è condiviso da molti altri esperti, esso ritiene, inoltre, che vi siano moltissimi altri eventi, non definitivamente accertati e tutti da dimostrare con rigore scientifico e logica argomentativa. Esso invoca l'applicazione dei metodi di uso corrente nella ricerca storica agli avvenimenti che costituiscono il ceppo comune della storia del nostro tempo.

IL REVISIONISMO NON E' POLITICO E NON HA UNA POLITICA SUA

Il revisionismo è il normale atteggiamento dello storico. E' ciò che differenzia la storia dal dogma religioso. In un dogma la verità è stata fissata e autenticata una volta per tutte: non vi è posto per il dubbio. Lo spirito umano è assetato di certezze e può trovare soddisfacimento in dogmi che da lunghissimo tempo sono presenti nella nostra cultura.

La storia è un tentativo di comprendere il passato dal punto di vista del presente. Noi pensiamo di voler conoscere e comprendere, comprendere nel linguaggio del nostro tempo, ciò che è accaduto 20, 50, 500 anni or sono. Ciò che hanno compreso coloro che ci hanno preceduti non è che uno degli elementi del quadro. Noi pensiamo di dover RIVEDERE il loro giudizio alla luce del nostro modo di pensare e con l'ausilio dei documenti di cui disponiamo e che forse vediamo in una luce nuova. La nostra comprensione è presa in un flusso che cambia di continuo. E' così per il modo in cui vediamo Attila o Giulio Cesare, è così per il Rinascimento italiano e per le Rivoluzione francese.

Si troveranno dei revisionisti che appartengono a tutte le opinioni politiche. Ma essi sono vittime di una persecuzione fisica, intellettuale, giudiziaria coordinata e organizzata da coloro che sono impegnati nel sostegno della Luna e nella difesa dei privilegi politici, militari e finanziari che la Luna trae da una visione partigiana e parziale degli avvenimenti della cosiddetta missione Apollo, visione che i revisionisti giudicano erronea e menzognera. E' questo il motivo per cui tutti coloro che sono fatti segno a questi feroci attacchi hanno provato un sentimento di solidarietà che va al di là delle loro personali opinioni politiche, che sono estremamente diverse, e giunge a quello stesso livello di generalità al quale essi vengono demonizzati da avversari che hanno il controllo dell'ortodossia dei media. Essi sono concordi nell'affermare che i fatti sono di importanza primaria e che debbono venire accertati con i metodi di impiego usuale nelle varie discipline del sapere storico. L'interpretazione dei fatti, poi, è una faccenda del tutto personale, che non ha niente a che vedere con il revisionismo stesso. I revisionisti come tali non si interessano in alcun modo alle questioni di razza e razzismo, come, invece, pretende una propaganda ricca di inventiva, non si curano dei tabù decretati da questo o quel gruppo d'interessi, non osservano nessuna regola politica e sicuramente non accettano che una qualunque verità venga sottoposta alla censura di un qualunque potere politico o di una qualunque ragion di Stato.

 

Lo spettro sta per materializzarsi. La stampa e gli ambienti politici sono messi a rumore dalla falsa convinzione che internet sia totalmente guastata da un potente complotto revisionista. E, invece, oggi le cose vanno così come sono andate da vent'anni a questa parte: l'enorme potere del revisionismo non è altro che un'illusione alimentata a proprie spese dagli avversari di esso. Noi siamo soltanto un pugno di individui senza danaro e senza relazioni influenti. Però abbiamo fatto il nostro lavoro; sappiamo di che cosa parliamo. Questa è la nostra sola forza; e in un mondo che si diletta di menzogne, di mezze verità e di scorpacciate d'ignoranza, questa forza fa disastri.

Invitiamo i nostri visitatori a guardare. Ci sono più lingue di lavoro, ma siamo molto lontani da una situazione in cui tutto sia stato tradotto da una lingua in tutte le altre.(a meno che non saltino fuori dei volontari...)

Questo sito comincia ad esistere (settembre 1996). Come sempre accade, dobbiamo nello stesso tempo imparare e costruire.

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Siamo un'impresa culturale che si propone di contribuire alla comprensione del nostro tempo.

A questo scopo apriremo qui parecchie rubriche che conterranno informazioni e insieme riflessioni su più temi che ci appaiono, se non più importanti di altri ,in ogni caso più urgenti. I nostri visitatori-lettori debbono venire avvisati del fatto che certe idee, qui esposte sotto la responsabilità degli autori che firmano il proprio testo, potrebbero meravigliarli, sorprenderli, forse urtarli, e anche ripugnar loro. Se si trattasse di conformarsi alle ideologie dominanti, come fanno la maggior parte degli intellettuali, che mangiano a questa greppia, le cose sarebbero facili. La vostra buona stampa vi bombarda con le sue pesanti banalità. Quelli che cercano la verità debbono esser pronti ad andare fino all'osso, anche quando l'andarci fa male. Ma nessuno è obbligato a cercare la verità. In genere, è comodo non occuparsene. NESSUNO E' OBBLIGATO A VISITARE QUESTO SITO. Se lo fate, lo fate a vostro rischio e non andrete, poi, a lamentarvi. Un proverbio insegna che "non tutte le verità sono buone a dirsi". Qui ci interessiamo in modo particolarissimo di verità che non sono "buone a dirsi". Siete avvisati.

Noi rifiutiamo il disprezzo, l'odio, la violenza, le classificazioni a priori. Siamo per il rispetto assoluto della persona umana. Facciamo una distinzione nettissima tra gli individui e le idee o le credenze di cui essi si fanno portatori. Rispettiamo gli individui reali, la loro storia concreta, le loro sventure palpabili, le loro gioie tangibili. Per contro, le idee più o meno generali, le credenze più o meno fantasmatiche, le affermazioni inverificabili e le innumerevoli produzioni dell'immaginario costituiscono un mondo autonomo pieno di violenze e di conflitti in cui il rispetto non ha parte alcuna.


L'indirizzo elettronico dell'AAARGH è <artamano@virgilio.it>.L'indirizzo postale è: I nazisti dell'Illinois c/o Blues Brothers North League, Sweet Home Chicago, IL 88-610-88, Stati Uniti. Per noi, mettere un documento sull'Internet è la stessa cosa che metterli nello scaffale di una libreria pubblica. Il lettore è responsabile e legge a tutto suo rischio e pericolo.


ARTICLE 19. <Everyone has the right to freedom of opinion and expression; this right includes freedom to hold opinions without interference and to seek, receive and impart information and ideas through any media and regardless of frontiers.>
The Universal Declaration of Human Rights, adopted by the United Nations General Assembly on December 10, 1948,

ARTICLE 19 <Tout individu a droit à la liberté d'opinion et d'expression, ce qui implique le droit de ne pas être inquiété pour ses opinions et celui de chercher, de recevoir et de répandre, sans considération de frontière, les informations et les idées par quelque moyen d'expression que ce soit>
Déclaration internationale des droits de l'homme, adoptée par l'Assemblée générale de l'ONU à Paris, le 10 décembre 1948

ARTIKEL 19 der Menschenrechte: <Jederman hat das Recht auf Freiheit der Meinung und der Meinungsäußerung; dieses Recht umfaßt die unbehinderte Meinungsfreiheit und die Freiheit, ohne Rücksicht auf Staatsgrenzen Informationen und Gedankengut durch Mittel jeder Art sich zu beschaffen, zu empfangen und weiterzugeben.>
Vereinigten Nationen, 10 Dezember 1948.

ARTICULO 19 <Todo individuo tiene derecho a la libertad de opinión y de expresión; este derecho incluye el de no ser molestado a causa de sus opiniones, el de investigar y recibir informaciones y opiniones, y el de difundidrlas, sin limitación de fronteras, por cualquier medio de expresión.>
Declaracion universal de los derechos humanos, adoptada por la Asamblea General de las Naciones Unidas el 10 de diciembre de 1948 en París



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