Studio Araldico Siciliano

Cosa è e quale scopo ha lo Studio Araldico Siciliano
Lo Studio Araldico Siciliano è parte di una associazione culturale che ha tra i vari scopi lo studio dell'araldica e la conservazione della storia delle famiglie nobili del sud Italia e in particolar modo di quelle siciliane.
Il nostro centro si occupa di ricercare ogni dato possibile sulle varie famiglie e in particolar modo su quelle appartenenti alla piccola nobiltà, difficilmente censite e la cui storia ed origine potrebbero andare definitivamente perdute

Pertanto molte famiglie che non appaiono negli elenchi della grande Nobiltà sono comunque da noi censite con titoli a volte minori come PATRIZIO, NOBILE, CAVALIERE per essersi distinte nei loro paesi. Questi titoli della nobiltà minore non essendo stati censiti e spesso tralasciati in favore della nobiltà maggiore rischiano di essere dimenticati per sempre.
Naturalmente Lo Studio Araldico Siciliano censisce anche le famiglie di grande Nobiltà siciliana BARONI, CONTI, VISCONTI, MARCHESI, DUCHI E PRINCIPI
Chi si occupa delle ricerche
A occuparsi delle ricerche araldiche, presso chiese, confraternite, ordini religiosi e cavallereschi e antichi libri di testo è uno staff di studiosi di araldica e genealogia, ma sopratutto di appassionati di storia, i cui membri operano da decenni. Il dirigente del team è annoverato da studi araldico genealogici quale "STUDIO QUALIFICATO DI FONTI STORICHE ARALDICHE"in merito alle famiglie siciliane; ed è in possesso di Diploma h.c. "Esperto in scienze araldiche e genealogiche" nonché di diverse lauree Honoris Causa in Storia, araldica, genealogia e diritto nobiliare. Ottenute da prestigiosi atenei stranieri per gli studi effettuati. Egli collabora con prestigiosi centri di ricerca araldica in Italiani e stranieri.
Se:
sei siciliano o calabrese o lo erano i tuoi antenati
vuoi conoscere l'origine della tua famiglia
vuoi conoscere lo stemma dei tuoi antenati
vuoi conoscere il loro titolo
mandaci senza impegno alcuno una e-mail con i tuoi dati
nel caso in cui lo Studio Araldico sia in possesso delle informazioni riguardanti il tuo casato, e tu decidessi di riceverle, ti chiediamo una modesta offerta che ha come unico scopo quello di aiutarci nell'acquisto di libri antichi, materiale per la stampa ecc.
Pur essendoci sempre occupati della Nobiltà siciliana abbiamo dati anche su numerosissime famiglie di tutta Italia


SULL’ARALDICA
E LA NOBILTA’
in collaborazione con l’A.S.A.M.
UNIVERSITY
IL GRANDE POLITICO E SCRITTORE LATINO MARCO TULLIO CICERONE DICEVA: " HISTORIA MAGISTRA VITAE" CIOE' : " LA STORIA E' MAESTRA DI VITA".
E' INCREDIBILE LA QUANTITA' DI COSE CHE POSSIAMO IMPARARE DALLO STUDIO DI QUESTA
DISCIPLINA,MA LA STORIA NON E' UNA DISCIPLINA MORTA:
ESSA VIVE CON NOI E IN NOI.
QUANDO L'EUROPA FU DILANIATA DALLE GUERRE DI RELIGIONE,LA C'ERANO I NOSTRI
AVI,QUANDO COLOMBO SCOPRI' L'AMERICA FRA I SUOI MARINAI V'ERANO SICURAMENTE
UOMINI I CUI DISCENDENTI OGGI VIVONO DA QUALCHE PARTE IN EUROPA O IN AMERICA E
ALLORA NOI SIAMO LA STORIA PERCHE' LA STORIA E' FATTA DA UOMINI E DONNE CHE
HANNO AMATO, SOFFERTO, PIANTO E GIOITO. ECCO ALLORA IL VALORE DELLE
MANIFESTAZIONI CHE MIRANO A RICOSTRUIRE LA VITA D'ALTRI TEMPI. LE MANIFESTAZIONI
IN COSTUME,
SI USA,IN ARALDICA, DEFINIRE ALBERO GENEALOGICO LA DISCENDENZA DI UN CASATO DAL
CAPOSTIPITE GIUNGENDO FINO AGLI ATTUALI SUOI DISCENDENTI. EBBENE,MAI IMMAGINE FU
PIU' FELICE! UNA FAMIGLIA E' COME UN GRANDE ALBERO CHE,BEN PIANTATO SULLE SUE
RADICI, PROTENDE I SUOI RAMI VERSO IL CIELO. SE VOGLIAMO PERO' CHE L'ALBERO
RESISTA ALLE INTEMPERIE DOBBIAMO COLTIVARLO CON AMORE, DOBBIAMO EVITARE CHE LE
RADICI SECCHINO. FUOR DI METAFORA CHI COLTIVA LA STORIA E,GIORNO PER GIORNO,
SOTTRAE IL PASSATO ALLA POLVERE DEL TEMPO, FA SI' CHE "L'ARMI,
LE IMPRESE, GLI AUDACI EROI..." COME SCRISSE NEL '500 IL POETA ITALIANO
TORQUATO TASSO, DIVENTINO PER L' UMANITA' TUTTA UN "POSSESSO
PERENNE", COME EBBE A DIRE L'ORATORE GRECO TUCIDIDE.
LA NOBILTA’
Anche se per taluni la Nobiltà oggi un qualcosa di anacronistico ed
antidemocratico, poiché "tutti
dovremmo essere uguali", l’esperienza insegna che al di là del
dovuto rispetto del prossimo, a partire dai Fondamentali Diritti dell’Uomo,
gli esseri umani si distinguono fra di Loro per ciò che dicono e che fanno, per
i pensieri e le opere.
Siamo tutti uguali, d’accordo, ma chi può negare che un Albert EINSTEIN, una
Madre Teresa di Calcutta, un Padre Pastore Albert SCHWEITZER o un Napoleone
BONAPARTE si siano distinti su tutti gli altri per delle
peculiari qualità?
Nei tempi antichi, i migliori venivano premiati dal Sovrano, per queste qualità
eccezionali, tramite concessione di titolo nobiliare, tant’è che il milanese
Conte Pietro VERRI, in una Sua lettera del 1780, chiama i Nobili "frazioni
del Sovrano".
Questa è
l’origine, quindi di antidemocratico non c’è proprio nulla.
Nessuno nega che possano esistere persone borghesi o di origini umilissime che
possano avere una grandissima Nobiltà dell’Animo, ma il VERO Nobile è colui
il quale possiede entrambe le Nobiltà, quella del Blasone assieme a quella del
Cuore, Nobiltà congiunte ed intimamente unite, giammai disgiunte, giacché se
la Nobiltà non è "Virtù"
universalmente conosciuta, essa non è onore ma soltanto sterile appartenenza ad
un albero genealogico.
La vera Nobiltà, inoltre spinge i discendenti a eguagliare e superare i propri
Avi nelle Virtù ed a continuare in tal modo la tradizione di Bontà genetica
della Gens, bontà che si evince e
palesa spiritualmente come mondanamente.
Questo essere fieri dei propri buoni genitori e nonni, può mai essere definito
mera vanagloria? No di certo. Ed ecco qui l’importanza di ricercare, di
scavare, di risalire oltre le memorie familiari del papà e della mamma, del
nonno e della nonna, dei genitori e progenitori insomma, onde scoprire quali e
quanti avi in Famiglia lasciarono un segno più o meno indelebile nella Società
e nella Storia.
Ma
talvolta, proprio per chi vuole aggiungere VERA Gloria ad altrettanto Vera
Gloria, o per chi pur provenendo da una "Familia"
per bene, onesta ma Notabile e non Nobile, si fa strada il desiderio prepotente
di potere dotare la propria persona e la propria discendenza di un titolo
Nobiliare di grado più o meno elevato.
Giova senza meno ricordare che un titolo nobiliare attuale, cioè "fresco",
se meritato e ben usato, è pari a quello assunto nei secoli trascorsi da una
Famiglia di Nobiltà cosìdetta "Antica
e Generosa".
COME E
PERCHE’ AVVIENE LA CONCESSIONE DI TITOLI NOBILIARI
La concessione di uno o più titoli nobiliare costituisce il palese
riconoscimento morale e reale (non inteso qui come sinonimo di "regale"
ma dal latino "res-rei",
cosa, quindi "concreto",
toccabile con mano) di particolari meriti verso la Casata concedente e/o verso
la Società, Patria Italiana, Europea, Santa Chiesa e si concretizza per mezzo
della nobilitazione della persona.
Il titolo o i titoli, che vengono conferiti a persone d’indiscussa ed
indiscutibile moralità, possono essere liberamente usati e non debbono essere
iscritti in nessun Registro Statale (poiché come si ricorda, la Consulta
Araldica del Regno non esiste più), anche se taluni, onde dare pubblicità alla
cosa e fare valere i loro diritti "erga
omnes" fanno talvolta iscrivere le Lettere Patenti di Nobiltà tramite
Notaio al Pubblico Registro, Atti Pubblici.
I titoli che possono vengono solitamente ottriati sono i seguenti:
· Principe,
· Duca,
· Marchese,
· Conte,
· Conte Palatino,
· Visconte,
· Barone,
· Nobile,
· Cavaliere ereditario.
I suddetti titoli nobiliari possono essere concessi "ad personam" ovvero con trasmissibilità alla discendenza.
Tale atto di Nobilitazione può essere "ad
personam" o, come di norma bramato, o Nobilitante tanto la persona
insignita quanto la discendenza di questa in perpetuo, per tramite di
trasmissione in via ereditaria.
In base alla legittimità della "Fons Honorum" della Casata Reale e/o Imperiale concedente, il Nobile assume corona, stemma e distinzione araldicamente accettati anche se la nobilitazione gli proviene da Ente, cui non fanno riscontro organi competenti di altri Stati, atti a sanzionare la legalità.
COME
PUO’ ESSERE CONCESSO IL TITOLO NOBILIARE?
Il titolo nobiliare può venire concesso in tre modi:
appoggiato direttamente al cognome della persona insignita;
sul predicato, richiamantesi a luoghi situati nel territorio sopra il quale
dominò la Dinastia in questione, sia essa stata Reale e/o Imperiale, la quale
ancora giuridicamente viene considerata Sovrana di quei Domini;
appoggiato sopra denominazioni relative a proprietà terriere della persona
insignita.
LEGALITA’
DEI TITOLI NOBILIARI: LA COSTITUZIONE ITALIANA
Benché in Italia e in altri Paesi a carattere repubblicano non esista la fonte
di tale onore, la Magistratura del Nostro beneamato Paese in molti casi si
pronunzia su richiesta dell’interessato, concedendo - con ordinanza allo Stato
Civile - l’aggiunta del cognome del solo predicato relativo al titolo
nobiliare, tenendo ben presente che l’Articolo XIV delle Disposizioni
transitorie e finali della Costituzione Italiana così dispone:
"I titoli nobiliari non sono
riconosciuti.
I predicati di quelli esistenti prima del 28 ottobre 1922 valgono come parte del
nome.
La Legge regola la soppressione della Consulta Araldica".
La Repubblica Italiana NON (lo ribadiamo fermamente e pervicacemente, NON) ha
quindi abolito i titoli nobiliari, NON li ha soppressi, né ha proibito il loro
uso da parte degli interessati;
si è limitata, ovviamente, essendo una Repubblica (Res Publica) a non riconoscerli.
Rammentiamo, inoltre, quanto dichiarò Cesare BALBO:
"La Nobiltà è indistruttibile, perché non è altro che notabilità e non si può impedire che essa sorga, duri e si tramandi. Gli appartenenti a questa Nobiltà, che può chiamarsi intrinseca, cioè che ha princìpi reali in noi e da noi dipende, è sempre, in tutti i tempi e sotto qualsiasi Governo, viva ed operante, al contrario di quella che dicesi estrinseca, cioè, cioè che proviene dal favore del Principe o d’altra fortuna".
QUALI SONO LE MOTIVAZIONI CHE PROMUOVONO LA CONCESSIONE DEL TITOLO
NOBILIARE?
La concessione del titolo nobiliare, non essendo prerogativa dello Stato,
avviene per virtù dei meriti riconosciuti alla persona dal Potere, dalle
Prerogative e dalle Facoltà Discrezionali del Capo della Reale e/o Imperiale
Casa (sempre che non abbia subito la "debellatio"),
per preclari atti di Valore e/o di Carità e per il riconoscimento di
Benemerenze conseguite, privatamente o pubblicamente, ma che abbiano toccato la
sensibilità del Principe, ciò a prescindere da rapporti costituiti con la cosa
pubblica ("Res Publica") e
con la Patria di appartenenza del candidato.
I predetti titoli, che vengono conferiti a persone d’indiscussa moralità,
possono essere liberamente usati e non devono essere inscritti in alcun registro
di Stato, poiché quelli annotati ai sensi e per gli effetti dell’ordinamento
nobiliare italiano, riguardano esclusivamente i titoli nobiliari concessi dal
Capo della Casa Savoia.
I titoli che possono essere concessi sono: Principe, Duca, Marchese, Conte,
Visconte, Barone, Nobile, Cavaliere ereditario; essi possono essere concessi con
trasmissibilità alla prole o, compatibilmente ai desideri del titolato, ai
nipoti.
Ringraziamenti :
Si ringrazia lycos-tripod per lo spazio gentilmente concesso e si consiglia di visitare la loro Home Page http://www.tripod.lycos.it
Siti consigliati:
Sito sulla vita e sulle gesta di San Giorgio:
http://utenti.lycos.it/devotisangiorgio
Sito sui randazzesi premiati al Premio Internazionale Kaliggi:
http://utenti.lycos.it/console1964
Sito completo sulla XI edizione del Premio Internazionale Kaliggi 2002
http://utenti.lycos.it/signoredialcantara2
Sito sull'associazione culturale "Imperiale Accademia dei Cavalieri"
http://utenti.lycos.it/signoredialcantara1
Sito per chi ama i gatti
http://utenti.lycos.it/stargatti/index.html
Sito dell'a.c. Centro Studi S. Giorgio
http://web.tiscali.it/studisangiorgio
Links dell'A.S.A.M. University
http://utenti.lycos.it/asam/asamlink.html
ttp://members.xoom.it/edoardo13